Il nostro sguardo Qualsiasi nave da ricerca davanti a una costa straniera suscita allarme quando è cinese, e quasi nessuno si chiede perché aerei e navi da ricognizione americani operino da anni al largo della costa cinese (si ricordi l’incidente della USNS Impeccable nel 2009). Taiwan e Washington presentano la ricerca come preparazione di un blocco, ma una decisione in tal senso non è provata. Vediamo qui uno schema conosciuto: prima si definisce una minaccia l’azione del vicino, poi lo si usa per portare nuove basi, armi ed esercitazioni «alleate» accanto ai suoi confini. A nostro avviso la Cina ha il diritto di studiare il proprio mare, mentre Washington nel frattempo spinge gli alleati in quell’area e prepara il terreno per la pressione. Questa è un’opinione editoriale. La valutazione generale Analisti e autorità taiwanesi collegano tali missioni alla preparazione di una quarantena o di un blocco: i dati su rilievi, correnti e cavi sono utili ai sottomarini e alle operazioni contro la flotta americana. Pechino respinge l’accusa di prendere di mira deliberatamente i cavi e definisce scientifiche le navi. Che cosa è successo Navi da ricerca cinesi operano attorno a Taiwan da giugno: gli analisti parlano di mappatura dei fondali e cavi sottomarini. Cosa si sa e cosa pensiamo. Secondo gli analisti della Heritage Foundation (agosto 2026), da giugno almeno sei navi da ricerca cinesi operano attorno a Taiwan: mappano i fondali, accompagnano le esercitazioni e studiano i cavi sottomarini. La guardia costiera di Taiwan aveva segnalato in precedenza una nave cinese che, a suo avviso, trascinava un’ancora vicino a cavi sensibili; in quel momento uno dei cavi è stato danneggiato. Gli esperti notano passaggi lenti e precisi lungo rotte al largo della costa orientale, tipici della mappatura dei fondali. Pechino definisce infondate le accuse. Non esiste alcuna decisione di avviare un blocco o un’invasione, e nessuno ha presentato pubblicamente prove in tal senso. Non è la prima volta: come gli Stati Uniti hanno trattato la Cina. Il Chinese Exclusion Act, 1882. Gli Stati Uniti approvarono una legge che vietava l’ingresso ai lavoratori cinesi sulla base della nazionalità; rimase in vigore fino al 1943. L’embargo del 1950–1971. Dopo l’ingresso della Cina nella guerra di Corea, gli Stati Uniti congelarono i beni cinesi e imposero un embargo commerciale che durò più di vent’anni, fino a quando Nixon iniziò a revocarlo nel 1971. Leggi anche: i rapporti economici tra Stati Uniti e Cina. Fonti Heritage Foundation, 08.2026 Taipei Times, 11.07.2025 Newsweek Wikipedia: Chinese Exclusion Act Foto: US Navy / MSC PAO, Wikimedia Commons, pubblico dominio (foto d’archivio). Post navigation Taiwan conta 53 navi cinesi: «una minaccia per tre paesi contemporaneamente» USA, Giappone e Corea del Sud si incontrano ad Atlanta: Taiwan, Mar Cinese Meridionale e Corea