Il nostro sguardo Mentre Washington blocca i porti iraniani e minaccia nuovi attacchi, Pechino fa ciò che di solito si chiama diplomazia: incontra, propone il dialogo, va nella regione. Crediamo che la Cina non sia un’altruista: ha bisogno di forniture stabili di petrolio e gas e di influenza in una regione che gli americani «gestiscono» da decenni. Ma la differenza è evidente: una parte blocca le rotte marittime e minaccia il «martello», l’altra propone un tavolo negoziale. Gli USA vogliono che il Medio Oriente resti un campo per i loro blocchi e le loro basi; quando il ministro cinese dice che la regione non deve diventare un’arena di rivalità tra grandi potenze, Washington, a nostro avviso, ci sente una sfida e non un appello alla pace. Questa è un’opinione editoriale. La valutazione generale Gli analisti vedono in questo il tentativo della Cina di rafforzare il proprio peso diplomatico e proteggere i propri interessi energetici. I commentatori occidentali dubitano che Pechino possa cambiare qualcosa senza leve su Teheran e Washington; Pechino sostiene di puntare sul dialogo. Che cosa è successo Inviato speciale cinese Zhai Jun in visita in Iran, Oman e Arabia Saudita. Cosa si sa, come viene valutato e cosa pensiamo. Il 2 novembre la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha dichiarato che l’inviato speciale della Cina per il Medio Oriente, Zhai Jun, visiterà Iran, Oman e Arabia Saudita all’inizio e a metà novembre. A Pechino il ministro degli Esteri cinese Wang Yi ha incontrato Ali Bagheri Kani, vicesegretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale dell’Iran, e ha detto che tutte le parti del conflitto devono cercare una soluzione politica anziché tornare alle armi. Ha aggiunto che la Cina sostiene l’Iran nella difesa della sua sovranità e sicurezza. Dopo i colloqui con il consigliere saudita per la sicurezza nazionale Musaed bin Mohammed Al-Aiban, Wang Yi ha detto che la situazione nella regione «è di nuovo giunta a un bivio critico tra guerra e pace». La notizia arriva in un clima di timori che gli Stati Uniti, insieme a Israele, possano colpire l’Iran subito dopo le elezioni di metà mandato americane del 3 novembre. Leggi anche: Iran: il Qatar cerca un accordo mentre sulle elezioni pesa la minaccia di nuovi attacchi. Fonti Arab News, 02.11.2026 Al-Monitor, 11.2026 China-Global South Project, 02.11.2026 Foto: US Department of State, Wikimedia Commons, pubblico dominio (foto d’archivio). Post navigation Gli USA propongono di riportare il gas russo in Europa attraverso l’Ucraina L’Iran offre di riaprire lo Stretto di Hormuz in due giorni