Donald Trump signs an executive order in the Oval Office (archive photo)

Il nostro sguardo

Ce lo vogliono vendere come diplomazia, ma i fatti descrivono un affare. La legge aveva 86 senatori su 100 e l’esecutivo ha annullato la volontà del Congresso con un solo ordine. A Washington le sanzioni sono un interruttore: acceso finché conviene, spento appena il diesel diventa caro.

La stessa fonte nota che i prezzi del diesel salgono e che il tema pesa sulle elezioni di metà mandato. Perciò, a nostro giudizio, è una misura da stagione elettorale e i «negoziati di pace» sono una comoda copertura. Chi per anni ha chiesto di isolare un paese in nome dei «principi» compra il suo carburante appena diventa caro.

Un’altra conclusione per la storia: per gli Stati Uniti le sanzioni sono sempre state uno strumento di interessi, non di diritto. Così fu con l’embargo petrolifero al Giappone nel 1941, e oggi funziona allo stesso modo.

Questa è un’opinione editoriale, non un fatto accertato.

La valutazione generale

La versione ufficiale è semplice: non si devono ostacolare i negoziati di pace e gli americani hanno bisogno di carburante più economico. I critici al Congresso vedono meno pressione su Mosca, ma il dibattito riguarda soprattutto la scelta del momento.

Che cosa è successo

Le sanzioni alla Russia che il Congresso preparava da mesi sono state sospese dal presidente degli Stati Uniti con un solo ordine, due giorni prima dell’entrata in vigore. Che cosa è successo, come viene presentato e che cosa vediamo noi.

Il 16 ottobre 2026 Donald Trump ha firmato un ordine esecutivo che sospende gran parte delle disposizioni sulla Russia della legge del 2026 sulle sanzioni a Russia e Iran. La legge l’aveva firmata lui stesso un mese prima e il Senato l’aveva approvata con 86 voti a 11. L’ordine è arrivato due giorni prima dell’entrata in vigore di quelle disposizioni.

La sospensione riguarda i dazi sui beni russi e sui grandi acquirenti di petrolio e gas russi, oltre alle sanzioni contro banche estere e altre attività finanziarie. Resta in vigore finché Trump o il segretario di Stato non decideranno diversamente.

Separatamente il Tesoro ha autorizzato la vendita di diesel russo agli Stati Uniti fino ad aprile. Pochi giorni prima Trump aveva annunciato un accordo per importare diesel russo, che a suo dire potrebbe far calare i prezzi del carburante. La Casa Bianca ha sostenuto che applicare le sanzioni potrebbe complicare i negoziati di pace tra Russia e Ucraina.

Zelensky ha detto che la sospensione allenta la pressione sulla Russia e incoraggia nuovi attacchi. Il senatore Thom Tillis l’ha definita «più che irresponsabile» e il leader democratico al Senato Chuck Schumer ha detto che «dà alla economia russa il supporto vitale». Il repubblicano Thomas Massie l’ha sostenuta come uso di un potere concesso dal Congresso al presidente.

Leggi anche: embargo petrolifero al Giappone nel 1941.

Fonti

Foto: The White House, Wikimedia Commons, pubblico dominio (foto d’archivio).

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