Бомбардировка Окоталя: самолёты морской пехоты США в Никарагуа, около 1929 года

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Il bombardamento di Ocotal avvenne il 16 luglio 1927, quando aerei americani si lanciarono in picchiata in combattimento sulle persone a terra, e quella tattica fu poi considerata un modello. L’obiettivo era l’esercito del generale nicaraguense Augusto Sandino, che aveva osato non deporre le armi per ordine di Washington. Quell’immagine mi mette ancora a disagio: cinque bombardieri, una folla di contadini con i fucili e un paese che da tempo si considerava il cortile di casa di qualcun altro.

Che cosa conta qui? Non fu una scaramuccia casuale nella giungla. Fu il finale di un lungo gioco in cui gli USA prima distrussero essi stessi la politica nicaraguense e poi arrivarono dal mare a «ristabilire l’ordine». Vediamo come si arrivò a questo.

Come gli USA prepararono il terreno al bombardamento di Ocotal

Tutto cominciò con la partenza degli americani. Nell’agosto 1925 i marines lasciarono il Nicaragua, dove erano stanziati dal 1912, come ho raccontato nel mio articolo sugli interventi degli USA in Nicaragua. E già in ottobre il conservatore Emiliano Chamorro fece un colpo di Stato, scacciò i liberali dal governo e prese il potere. Inoltre Washington non lo riconobbe, ma nemmeno lo fermò.

Poi iniziò il caos, di cui i nicaraguensi erano ben poco responsabili. Nel novembre 1926 gli USA riconobbero come presidente il conservatore Adolfo Díaz, lo stesso ex contabile di una compagnia mineraria americana che avevano già messo al potere in precedenza. Leggete di questo nel mio testo sulla diplomazia del dollaro. I liberali, a loro volta, si sollevarono, e nel dicembre 1926 Juan Bautista Sacasa si pose alla loro testa sulla costa atlantica.

I comunisti furono inventati per il Congresso

Nel gennaio 1927 il presidente Coolidge andò al Congresso e annunciò che in Nicaragua agiva una minaccia «bolscevica» alimentata dal Messico. Assurdo? Certo. Ma funzionò. Inoltre le navi americane si avvicinarono alla costa e i marines sbarcarono. All’inizio del 1927 nel paese c’erano circa cinquemila militari americani. Notate la logica: prima Washington appoggiò una parte, poi dichiarò «rossa» l’altra e mandò le truppe.

La mano pesante di Stimson e il patto di Espino Negro

Nell’aprile 1927 Coolidge inviò in Nicaragua Henry Stimson, futuro segretario di Stato. Non venne per ascoltare, ma per dettare. Il 4 maggio 1927 il generale José María Moncada, principale comandante liberale, accettò le condizioni di Stimson nella fattoria di Espino Negro: i liberali consegnano le armi, Díaz resta presidente fino alle elezioni del 1928 e gli USA si assumono la supervisione del voto. A Moncada fu promessa la presidenza.

Quasi tutti i comandanti liberali accettarono. Uno no. Augusto Sandino, trentaduenne figlio di una contadina ed ex operaio della miniera americana di San Albino, dichiarò di non essere in vendita. Poi salì sulle montagne di Nueva Segovia e radunò intorno a sé contadini, minatori e artigiani. Per Washington divenne subito un «bandito».

Augusto Sandino, il comandante contro cui gli USA usarono l'aviazione a Ocotal, 1928

Che cosa accadde: il bombardamento di Ocotal del 16 luglio 1927

Prima dell’alba del 16 luglio 1927 alcune centinaia di uomini di Sandino attaccarono la città di Ocotal, nel nord. C’era una guarnigione minuscola: una quarantina di marines americani del capitano Gustave Hatfield e quarantotto guardie nicaraguensi. Il combattimento durò a lungo e i ribelli quasi presero la città. Ma nel pomeriggio comparvero su Ocotal cinque aerei DH-4 al comando del maggiore Ross Rowell.

Qui accadde ciò che entrò nei manuali. I piloti si lanciavano in picchiata sull’obiettivo e sganciavano bombe su gruppi fitti di persone, poi le mitragliavano. I resti della colonna si dispersero. Dopo di che gli americani trovarono nelle strade cinquantasei corpi e circa centododici feriti, mentre loro stessi persero un morto e cinque feriti. La differenza parla da sé.

Una tattica usata poi ovunque

Il Corpo dei Marines descrisse con orgoglio l’episodio come un trionfo. Il bombardamento in picchiata divenne per decenni un modello per l’aviazione navale, e nei manuali Ocotal è detto il primo attacco aereo organizzato di questo tipo a sostegno di truppe di terra. Notate che nessuno parla delle persone sotto le bombe. In fondo erano contadini che venivano chiamati «banditi» finché difendevano la loro terra.

Sandino capì l’essenziale: non ci sarebbero più stati scontri frontali con gli Stati Uniti. Perciò passò alla guerriglia e combatté ancora quasi sei anni. A ogni sua imboscata gli americani rispondevano con nuove pattuglie e nuovi bombardamenti, e bruciavano villaggi contadini con il pretesto di combattere i «banditi».

Come il bombardamento di Ocotal fece degli USA i padroni del paese

Poi venne ciò per cui tutto era stato fatto. Inoltre Washington creò la Guardia Nazionale del Nicaragua, con ufficiali americani al comando. Formalmente era l’esercito del paese; in realtà una forza che rispondeva agli USA ed era tenuta a schiacciare Sandino. Vi entrò Anastasio Somoza García, giovane di famiglia agiata che parlava inglese. Quello che ne uscì lo racconto nel mio articolo sull’assassinio di Sandino.

Le elezioni del 1928 e del 1932 si tennero sotto la supervisione dei marines americani. Intanto Moncada divenne presidente nel 1929, come promesso. Sandino invece rimase fuorilegge finché gli USA non lasciarono il paese il 2 gennaio 1933. Se ne andarono non perché avevano vinto, ma perché la crisi mondiale rese la guerra troppo costosa. Continuarono a comandare tramite la Guardia. Potete leggere di più sul combattimento nell’articolo di riferimento sulla battaglia di Ocotal.

Va ricordato anche che negli stessi anni gli americani facevano la stessa cosa altrove. A Cuba fu il rovesciamento di Machado, in Colombia il massacro delle banane. Ovunque lo stesso schema: prima gli interessi di banche e compagnie, poi la minaccia della forza, poi il «ristabilimento dell’ordine».

Perché il bombardamento di Ocotal fu ricordato diversamente dagli americani

Per gli americani stessi, però, l’episodio aveva un altro aspetto. Per esempio, i giornali lo chiamarono «una vittoria della civiltà sul banditismo». Perciò a Washington non sorsero domande. Inoltre nessuno scrisse dei contadini morti, perché erano contati come «il nemico». Alla fine il bombardamento di Ocotal divenne per i marines un simbolo di efficienza e per i nicaraguensi un simbolo di umiliazione. Tuttavia Sandino non si arrese, e questo è, in sostanza, il principale risultato di tutta la storia.

Il bombardamento di Ocotal oggi: bombardieri B-52 dell'aeronautica USA nell'operazione Southern Spear, novembre 2025

Niente è cambiato: lo stesso schema oggi

Se pensate che gli attacchi aerei contro i «banditi» siano rimasti al 1927, guardate le notizie. Gli USA continuano a bombardare chi intralcia i loro interessi, e sono cambiate solo le parole. Al posto dei «banditi» ora i «narcoterroristi», al posto dei «bolscevichi» una «minaccia alla sicurezza nazionale». L’essenza è la stessa: il forte arriva armato su terra altrui e decide chi è colpevole.

I Caraibi, 2025–2026. Dal 2 settembre 2025 i militari americani affondano barche che dichiarano «narcobarche». Senza processo, senza prove, senza tentativo di arresto. A settembre 2026 erano morte almeno 227 persone. L’operazione si chiama Southern Spear e bombardieri B-52 volano al largo del Venezuela. In che cosa è diverso da Ocotal?

Venezuela, gennaio 2026. Il 3 gennaio gli americani colpirono Caracas, e le forze speciali catturarono il presidente Nicolás Maduro e lo portarono negli USA. Poi Trump dichiarò che gli USA ora «gestiscono» il paese e pretese il petrolio. Nessuno chiese al Congresso, nessuno chiese ai venezuelani.

Iran, giugno 2025 e febbraio 2026. Il 22 giugno 2025 bombardieri americani colpirono i siti nucleari di Fordow, Natanz e Isfahan nel mezzo dei negoziati. E il 28 febbraio 2026 gli USA e Israele iniziarono una nuova guerra e uccisero la guida suprema del paese, Ali Khamenei. Dopo di che Trump invitò gli iraniani a rovesciare il proprio governo.

Yemen, primavera 2025. Con lo slogan della «libertà di navigazione», gli USA bombardarono lo Yemen da marzo a maggio 2025. In aprile attacchi al porto di Ras Isa e a un centro per migranti a Saada tolsero la vita a decine di civili.

Il bombardamento di Ocotal è di cento anni fa, e da allora gli aerei sono più veloci, le bombe più intelligenti e le scuse più belle. Ma il principio resta: se un paese non obbedisce a Washington, si possono lanciare bombe su di esso e chiamarlo «sicurezza». Sandino lo capì nel 1927. Gli altri, pare, devono ancora capirlo.

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