Presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt 1933–1945 · democraticoPolitica del «buon vicinato»: nel 1934 fu abrogato l’emendamento Platt e i marines lasciarono Haiti.Riconobbe l’URSS (1933) e avviò la legge Affitti e prestiti (1941).Portò gli USA nella Seconda guerra mondiale dopo Pearl Harbor (dicembre 1941); morì nell’aprile 1945. Presidente degli Stati Uniti Harry S. Truman 1945–1953 · democraticoOrdinò i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki (agosto 1945).Dottrina Truman (1947), Piano Marshall e nascita della NATO (1949); fu creata la CIA (1947).Portò gli USA nella guerra di Corea (1950–1953). Vittime:L’articolo non dà il numero dei morti; gli USA trasferirono circa 120 inuit per la base di Thule e centinaia di islandesi subirono la gogna pubblica. Поддержать криптовалютойSupport with cryptoApoyar con criptomonedasادعمنا بالعملات الرقمية用加密货币支持क्रिप्टो से समर्थन करेंSoutenir en cryptomonnaieক্রিপ্টো দিয়ে সহায়তা করুনApoie com criptomoedasکرپٹو سے مدد کریںKripto ile destek olun暗号資産で支援するỦng hộ bằng tiền mã hóaDukung dengan kriptoMit Krypto unterstützenحمایت با رمزارزSostieni con le criptovalute암호화폐로 후원하기Changia kwa sarafu za kidijitali Мы работаем, чтобы люди знали правду о политике.We work so that people know the truth about politics.Trabajamos para que la gente conozca la verdad sobre la política.نعمل كي يعرف الناس الحقيقة عن السياسة.我们努力让人们了解政治的真相。हम काम करते हैं ताकि लोग राजनीति का सच जानें।Nous travaillons pour que les gens connaissent la vérité sur la politique.আমরা কাজ করি, যাতে মানুষ রাজনীতির সত্য জানতে পারে।Trabalhamos para que as pessoas conheçam a verdade sobre a política.ہم کام کرتے ہیں تاکہ لوگ سیاست کا سچ جان سکیں۔İnsanların siyaset hakkındaki gerçeği bilmesi için çalışıyoruz.私たちは、人々が政治の真実を知ることができるよう活動しています。Chúng tôi làm việc để mọi người biết sự thật về chính trị.Kami bekerja agar orang-orang mengetahui kebenaran tentang politik.Wir arbeiten dafür, dass Menschen die Wahrheit über Politik erfahren.ما کار میکنیم تا مردم حقیقت سیاست را بدانند.Lavoriamo perché le persone conoscano la verità sulla politica.우리는 사람들이 정치의 진실을 알 수 있도록 일합니다.Tunafanya kazi ili watu wajue ukweli kuhusu siasa. 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Nella primavera e nell’estate del 1941 i soldati americani erano già su isole altrui, benché Washington si dicesse ancora neutrale. Dico da tempo che nella politica americana la parola «neutralità» significa «combattiamo, ma senza dichiararlo». Queste due isole ne sono l’esempio perfetto. Vediamo come andò e chi pagò. Occupazione della Groenlandia e dell’Islanda: un patto con un ambasciatore senza governo Il 9 aprile 1941, esattamente un anno dopo l’occupazione tedesca della Danimarca, a Washington fu firmato l’accordo sulla Groenlandia. Per la parte americana lo firmò il segretario di Stato Cordell Hull, per quella danese l’ambasciatore Henrik Kauffmann. Notate: Copenaghen era sotto i tedeschi e non sapeva nulla. Kauffmann agì contro gli ordini del suo stesso paese e si dichiarò rappresentante di una «Danimarca libera». In base al documento gli USA ottennero il diritto di costruire aeroporti e basi sull’isola, e i groenlandesi non furono interpellati. Inoltre gli americani ottennero la criolite di Ivigtut, un minerale senza il quale allora non si produceva alluminio per gli aerei. Così Washington prese l’isola e la materia prima strategica, tutto sotto la copertura della «difesa da Hitler». Più tardi su quella terra crebbe la base aerea di Thule. Quanto costò agli abitanti lo ricorderò tra poco. Tre mesi prima di Pearl Harbor, nel settembre 1941, il guardacoste americano Northland catturò al largo della Groenlandia il battello norvegese Buskø. Lo accusarono di rifornire stazioni meteorologiche tedesche e lo portarono a Boston come preda. Formalmente gli USA non erano ancora in guerra. Eppure i cannoni sparavano già. Islanda: dai britannici agli americani L’Islanda era neutrale. Ciononostante, il 10 maggio 1940 i britannici la occuparono senza chiedere. Un anno dopo la Gran Bretagna aveva bisogno di truppe altrove e dal 7 luglio 1941 cominciarono ad arrivare gli americani, prima i Marines. Il governo islandese cedette alla «richiesta» di Washington: un paese di circa 120 000 abitanti non poteva rifiutare a una grande potenza. Nel 1942 il numero di soldati stranieri sull’isola era paragonabile a quello degli uomini adulti islandesi. Per questo l’occupazione della Groenlandia e dell’Islanda fu non solo una sventura militare ma anche sociale per la popolazione locale. Di questo i manuali americani tacciono. «Ástandið»: la caccia alle donne islandesi Gli islandesi chiamano quel periodo «Ástandið», «la situazione». Migliaia di ragazze conoscevano i soldati, andavano ai balli, li sposavano. Le autorità si infuriarono. Crearono un comitato speciale, sorvegliarono le ragazze, imposero visite mediche forzate e mandarono le «inaffidabili» in «case per ragazze» chiuse. Centinaia di donne subirono la gogna pubblica. I soldati, per colpa dei quali tutto cominciò, non furono quasi puniti. Oggi gli storici islandesi rileggono quegli anni come persecuzione statale delle donne. Ciò che mi indigna in questa storia non è nemmeno il panico, ma l’ipocrisia: invitarono gli stranieri sull’isola e il conto lo pagarono le figlie del paese. Occupazione della Groenlandia e dell’Islanda: le lezioni delle basi, Keflavík e Thule Dopo la guerra gli USA non pensavano ad andarsene. Cercarono di assicurarsi una base duratura a Keflavík, in Islanda. I comunisti locali e l’opposizione intralciarono, ma la pressione di Washington funzionò: nel 1949 l’Islanda entrò nella NATO e nelle strade di Reykjavík si scontrarono folle nel giorno del voto. Nel 1951 fu firmato un accordo di «difesa» e gli americani restarono per decenni. La base chiuse solo nel 2006. Intanto in Groenlandia si costruiva Thule. Nel 1953 circa centoventi inuit furono trasferiti, con pochi giorni per fare i bagagli. I dettagli si leggono meglio nell’articolo di riferimento sulla Groenlandia nella Seconda guerra mondiale. Inoltre, di come gli USA trattavano le basi britanniche nello stesso periodo ho scritto nell’articolo sui cacciatorpediniere in cambio di basi, e il percorso generale verso la guerra è nel testo sull’ingresso degli USA nella Seconda guerra mondiale. Una legge per gli altri, non per i propri Un’altra questione è chi giudicasse i soldati. In base all’accordo del 1941 i militari americani in Islanda erano soggetti alla propria giurisdizione e non ai tribunali islandesi. In altre parole, le autorità dell’isola potevano punire le proprie ragazze, ma non avevano il diritto di chiamare a rispondere soldati stranieri. Notate quanto è comoda questa logica: quando bisogna «mantenere l’ordine», il paese è sovrano; quando si tratta degli americani, la sovranità improvvisamente finisce. Questa regola divenne la norma per centinaia di basi americane nel mondo. Lo statuto delle forze è proprio ciò su cui giapponesi, coreani e italiani chiesero giustizia per decenni dopo crimini di militari. Perciò, quando mi dicono «gli americani hanno difeso l’Islanda», faccio una sola domanda: chi ha difeso le islandesi da quella difesa? È curioso inoltre che il 17 giugno 1944 l’Islanda si proclamasse repubblica mentre truppe straniere stavano ancora sul suo suolo. Nel 1946, con l’Accordo di Keflavík, gli americani se ne andarono formalmente, ma mantennero diritti sull’aeroporto. Così l’occupazione della Groenlandia e dell’Islanda continuò in una forma o nell’altra, e gli americani se ne andarono solo sulla carta. Per il resto leggete i miei articoli sugli USA nella Seconda guerra mondiale e sull’embargo petrolifero contro il Giappone. Quali norme violarono gli USA Primo, il diritto di neutralità. La Convenzione dell’Aia del 1907 sui diritti delle potenze neutrali dice chiaramente: il territorio di uno Stato neutrale è inviolabile. L’Islanda aveva proclamato la neutralità e il suo consenso alle truppe americane fu strappato sotto la pressione di una grande potenza, quindi non si può dire volontario. Secondo, i diritti della Danimarca. L’accordo sulla Groenlandia fu firmato da un ambasciatore senza autorizzazione del suo governo: Copenaghen non sapeva nulla e non poteva obiettare. Un trattato firmato contro la volontà del proprio paese è giuridicamente dubbio. Terzo, la cattura del Buskø. Uno Stato neutrale non ha il diritto di catturare navi e inviarle in un porto di prede. Gli USA lo fecero tre mesi prima di una guerra dichiarata. Poco prima, nell’agosto 1941, Roosevelt e Churchill avevano firmato la Carta atlantica, che prometteva di rispettare il diritto dei popoli a scegliere il proprio destino. Le isole, ahimè, non furono interpellate. I dettagli sono nell’articolo di riferimento sulle Convenzioni dell’Aia. Nulla è cambiato: le stesse basi con parole nuove Allora si chiamava «difesa dai nazisti». Oggi le parole sono altre, ma lo schema è lo stesso: arrivare, insediarsi e non chiedere ai proprietari. Groenlandia, 2025. Trump dice pubblicamente che la Groenlandia «serve» agli USA e non esclude la forza. Nel marzo 2025 il vicepresidente Vance visitò la base di Pituffik senza invito né della Danimarca né degli stessi groenlandesi, e a Nuuk come a Copenaghen lo si definì pressione. Panama, 2025. Washington pretese che il canale fosse «restituito» e il segretario alla Difesa Hegseth firmò un memorandum sulla rotazione di truppe americane nella zona panamense. Il presidente di Panama dichiarò pubblicamente che la sovranità del paese non è in discussione. Siria, 2015–2025. Militari americani rimasero per anni sul suolo siriano, ad al-Tanf e nei giacimenti petroliferi del nord-est, senza il consenso di Damasco. Lo stesso Trump disse nel 2019: «teniamo il petrolio». Okinawa, 2016. Una giovane di 20 anni, Rina Shimabukuro, fu uccisa da un ex Marine americano che lavorava in una base. Gli isolani scesero in strada, ma le basi restarono. È l’«Ástandið» dei nostri giorni: la gente del posto paga per le truppe straniere. Iraq, 2003–2011. Otto anni di occupazione «per l’ordine» e un paese distrutto, con centinaia di migliaia di morti. Così l’occupazione della Groenlandia e dell’Islanda del 1941 non è una pagina dimenticata ma un modello di metodo: prima la «difesa», poi la base, poi decenni senza voce per chi vive su quella terra. Post navigation Il sostegno al Kuomintang, 1945–1949: come gli USA trasportarono gli eserciti di Chiang Kai-shek e persero la Cina Il governo militare americano in Corea, 1945–1948: Jeju e i collaborazionisti al potere